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Libri antichi - Cataloghi

I libri antichi vengono distinti sulla base dell’epoca in cui sono stati editi: gli incunaboli (‘libri in culla’) sono quelli stampati dall’origine della stampa a caratteri mobili fino all’anno 1500 incluso; cinquecentine quelli editi nel secolo XVI (1501-1600); seicentine nel secolo XVII (1601-1700). I libri antichi sono oggetto di catalogazioni speciali, e la gran parte degli strumenti che li elencano (ordinandoli per età o per luogo di stampa o per luogo di conservazione) sono cartacei.

Per gli incunaboli, ad esempio, si possono ricordare lo Hain, Repertorium bibliographicum (H), 1826-1838, 1891, con le sue continuazioni (Copinger, C; Reichling, R), l’unico completo; l’Indice generale degli incunaboli delle biblioteche d’Italia (IGI), 1943-1981, 6 voll.; e il Gesamtkatalog der Wiegendrucke (GW), che, pur lontano dalla conclusione (ha iniziato ad uscire a fascicoli nel 1925, ed è arrivato nel 2008 alla lettera Ho-), è lo strumento più ricco. Altri cataloghi importanti sono quelli delle biblioteche che conservano grandi raccolte, come ad esempio la British Library di Londra. Analoga la situazione delle cinquecentine, per le quali si utilizzano moltissimi cataloghi a stampa, fra i quali ad esempio l’Index Aureliensis, che cataloga tutti i volumi editi nel Cinquecento in qualsiasi luogo (16 volumi usciti fino alla lettera Ez-, 2011).

In tempi recenti sono stati trasferiti sul web strumenti già esistenti (come il GW), o sono stati avviati censimenti destinati alla rete. Per gli incunaboli si dispone della versione elettronica del GW, <http://www.gesamtkatalogderwiegendrucke.de>, e dell’ISTC Incunabula Short Title Catalogue, <http://istc.bl.uk/search/index.htmll’utilissimo edit16, <http://edit16.iccu.sbn.it/>, che indicano quali biblioteche possiedono esemplari delle edizioni censite e collegano alle eventuali riproduzioni digitali. Si tratta di opere in corso di completamento, che non escludono il ricorso ad altri strumenti.

A fronte dell’incompletezza dei repertori generali sistematici, restano perciò utilissimi i cataloghi delle grandi biblioteche con ricchi fondi antichi: fra le maggiori le già citate British Library e Bibliothèque Nationale de France, la Bayerische Staatsbibliothek di Monaco di Baviera, la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, la Biblioteca Apostolica Vaticana. Per l’Italia si deve anche tenere conto dell’alto grado di disseminazione sul territorio del patrimonio librario antico, che rende importanti e insostituibili anche piccole biblioteche di provincia.

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