Siete qui: UNIL > Sezione d'italiano > pubblicazioni

Pubblicazioni recenti

«Quaderni» della Sezione d'italiano dell'Università di Losanna | 8. Quaderno di italianistica 2013 | 7. Marco Praloran 1955-2011. Studi offerti dai colleghi delle università svizzere | 6. L'eroicomico dall'Italia all'Europa, Atti del convegno, Università di Losanna, 9-10 settembre 2011 | 5. Marco Praloran 1955-2011. Lo stile di uno studioso, Atti del convegno, Università di Losanna, 8-9 settembre 2012 | 4. «D'un parlar ne l'altro». Aspetti dell'enunciazione dal romanzo arturiano alla «Gerusalemme liberata» | 3. Quaderno di italianistica 2011 | 2. «Meraviglioso diletto». La traduzione poetica del Cinquecento e le Metamorfosi d'Ovidio di Giovanni Andrea dell'Anguillara. | 1. Quaderno di italianistica 2010
 

«Quaderni» della Sezione d'italiano dell'Università di Losanna


 

 

Comitato scientifico

Alfredo Stussi (Scuola Normale Superiore, Pisa) - Mario Barenghi (Università di Milano-Bicocca) - Marco Santagata (Università di Pisa) - Cesare Segre (Università di Pavia).

«Quaderni» is a Peer-Reviewed Publication / «Quaderni» è una pubblicazione con revisione paritaria.

 

 

 

 

 

 

 

Volumi già pubblicati

8. Quaderno di italianistica 2013

In questo volume: Maiko Favaro restituisce l’inconsueta immagine della donna rinascimentale recuperata in un dimenticato dialogo cinquecentesco di Gasparo Boschini – Giorgio Masi ci conduce nella Firenze di primo Seicento agitata dalle polemiche dello scapigliato Curzio Marignolli – Laura Paolino mette in luce il ruolo svolto da Thomas James Mathias nel promuovere l’attività di Lorenzo Da Ponte – Veronica Bonanni analizza a tutto tondo l’edizione di una raccolta di fiabe francesi tradotte nel 1876 da Collodi – Irene Cappelletti ricostruisce metodo critico e categorie teoriche dei primi saggi variantistici di Gianfranco Contini.

 

TOP ^

7. Marco Praloran 1955-2011. Studi offerti dai colleghi delle università svizzere

A due anni dalla scomparsa, i colleghi delle università svizzere rendono omaggio alla memoria di Marco Praloran. Saggi di Edoardo Fumagalli, Alessia Di Dio, Jean-Jacques Marchand, Andrea Bonazzi, Maria Chiara Janner, Nunzio La Fauci, Annalisa Izzo, Alberto Roncaccia, Tatiana Crivelli, Gabriele Bucchi, Johannes Bartuschat, Simone Albonico, Alessandro Martini, Matteo M. Pedroni, Uberto Motta, Renato Martinoni, Niccolò Scaffai, Marino Fuchs, Silvia Calligaro, Maria Antonietta Terzoli, Carlo Enrico Roggia, Emilio Manzotti, Luciano Zampese e Angela Ferrari.

«Quaderni», 7 (2013)
studi raccolti da Simone Albonico, a cura di Silvia Calligaro e Alessia Di Dio.

 

TOP ^

6. L'eroicomico dall'Italia all'Europa, Atti del convegno, Università di Losanna, 9-10 settembre 2011

Agli inizi del Seicento il sistema dei generi letterari si apre a soluzioni narrative e formali che contaminano liberamente temi e registri diversi. Nel contesto di questo progressivo affrancamento dalle teorie aristoteliche e classiciste che porterà alla querelle degli antichi e dei moderni, l'eroicomico costituisce una delle principali novità. Inaugurata e teorizzata da Alessandro Tassoni con la Secchia rapita, la «mistura» di serio e faceto si diffonde rapidamente dall'Italia all'Europa, non solo come alternativa al poema epico ormai in crisi, ma anche come soluzione stilistica da applicare ad altri generi (l'epistola in versi, il libretto d'opera, la novella e la fiaba). Pur prediligendo i toni del divertimento accademico e municipale (soprattutto in Italia), della parodia e del pastiche squisitamente letterari, l'eroicomico si trasforma nelle mani di autori quali Pope, Voltaire e Parini anche in uno strumento tagliente di satira politica e sociale. In lotta per una secchia di legno o una ciocca di capelli, in preda agli istinti più bassi e votati al perseguimento degli scopi più futili, sul campo di battaglia o in un profumato boudoir, i protagonisti delle opere analizzate nei saggi raccolti in questo volume sono gli esempi - leggeri ed evanescenti - di quel grande movimento di distruzione degli eroi di cui noi siamo ancora eredi.

 

TOP ^

5. Marco Praloran 1955-2011. Lo stile di uno studioso, Atti del convegno, Università di Losanna, 8-9 settembre 2012

Gli interessi di Marco Praloran (1955-2011), dentro e fuori gli studi, erano quanto mai vari, vasti e ben radicati, ma le motivazioni più profonde che lo muovevano parrebbero riconducibili a un nucleo molto compatto. In virtù di questa vocazione Marco Praloran ha potuto rinnovare la ricerca in campi di grande rilevanza (il poema cavalleresco, gli studi metrici, Petrarca) e mantenersi fedele ad alcuni temi e interessi di fondo, e ad uno in particolare che tutti li riassume, e che apoditticamente si può ridurre al problema del tempo: in un'accezione ampia e articolata, che abbraccia i tempi delle narrazioni antiche in versi e quelli dei romanzi moderni in prosa, i tempi interni ai canti, alle ottave, a singoli testi o a gruppi di testi lirici, ai versi, e poi giù fino alle sillabe e ai suoni, con il desiderio evidente, in particolare nel caso di Boiardo (l'autore che forse ha più amato), di stringere molti elementi e restituirli poi in una appassionata e concertata visione d'insieme: quasi si trattasse di leggere e interpretare per la prima volta una partitura trascurata, ritrovare le ragioni di un'intonazione o il gusto di una cadenza, mettere a punto un gesto esecutivo e restituire il respiro dovuto alle singole battute. Tempo, ritmo, misura, eleganza del gesto, inoltre, non solo erano qualità della sua conversazione, del suo carattere e del suo tratto, ma si ritrovano anche sullo sfondo delle sue altre grandi passioni, la musica, per l'appunto, e gli sport.

Il volume raccoglie gli Atti delle giornate in memoria di Marco Praloran svoltesi a Losanna l'8-9 settembre 2012, a cui hanno partecipato A. Afribo, S. Albonico, D. Arlettaz, M. Barenghi, G. Belloni, G. Bucchi, M. C. Cabani, P. Gagliardi, L. Leonardi, T. Matarrese, C. Montagnani, N. Morato, A. Pelosi, E. Praloran, F. Rosset, A. Soldani, S. Stroppa. Agli Atti segue la Bibliografia degli scritti di Marco Praloran, a cura di M. M. Pedroni.

TOP ^

4. «D'un parlar ne l'altro». Aspetti dell'enunciazione dal romanzo arturiano alla «Gerusalemme liberata»

Il volume si occupa della rappresentazione che il discorso diretto del personaggio ha trovato nei testi di riferimento della tradizione cavalleresca: come e di cosa parlano i personaggi? quali linguaggi usano? a che scopo? con quale efficacia?... L'eterogeneità degli approcci, che caratterizza questa raccolta di saggi, fa emergere la complessità dell'oggetto di studio: l'interesse per gli aspetti strutturali del racconto di secondo grado è al centro del contributo di Richard Trachsler sul Guiron le Courtois; l'oggetto d'indagine offre un terreno privilegiato per una disamina filologica nell'intervento di Franca Strologo sulla Spagna in rima; di taglio tematico è la ricerca di Annalisa Perrotta, che affronta il discorso del personaggio come sede del tòpos della menzogna e dell'identità celata in alcuni poemi cavallereschi italiani tra Quattro e Cinquecento (l'Ancroia, I cantari di Rinaldo, l'Altobello); l'approccio semiotico di Costantino Maeder porta a una prima campionatura del soliloquio e degli "a sé" del personaggio, studiati ne L'inamoramento de Orlando; un'attenzione agli aspetti linguistico-stilistici, volta a un recupero intertestuale, muove l'indagine di Jane Everson sul lamento d'amore di Sinodoro nel Mambriano; le tecniche di inserimento dei racconti di secondo grado nella trama principale sono illustrate da Annalisa Izzo, che mette a confronto il Furioso con L'inamoramento de Orlando; Georges Güntert, infine, osserva da vicino lo slittamento tra piano dell'enunciazione del personaggio ed enunciazione del narratore principale nella Gerusalemme liberata.
Nella varietà delle metodologie di analisi testuale, gli studi qui raccolti sollecitano una riflessione intorno a una problematica solitamente negletta dalle ricerche sulle forme del racconto cavalleresco.

TOP ^

3. Quaderno di italianistica 2011

In questo Quaderno: Sandro Bertelli rivede la cronologia di alcuni dei più antichi mss. della Commedia di Dante, con 12 illustrazioni - Ferrara 1469. Alessandra Minisci pubblica le orazioni in latino e in volgare di Ludovico Carbone per la morte di Ludovico Casella - Giovanni Ferroni spiega come leggere gli Amori di Bernardo Tasso, con 5 tavole - Pietro Petteruti Pellegrino pubblica e attribuisce una expertise, adespota ma d'autore (Giovan Battista Attendolo), sulle rime pure adespote di Benedetto Dell'Uva - Annalisa Izzo illustra l'ancora insospettata ampiezza dei debiti di Lorenzo da Ponte nei confronti del Furioso. Valentina Marchesi legge e interpreta le Due prose veneziane - Chiara Lungo mostra come lavorava Luigi Meneghello (su Pomo pero) e come ci si deve muovere fra le carte del suo archivio, oggi conservato a Pavia.

TOP ^

2. «Meraviglioso diletto». La traduzione poetica del Cinquecento e le Metamorfosi d'Ovidio di Giovanni Andrea dell'Anguillara.

Autore: Gabriele Bucchi

A partire dagli anni Trenta del Cinquecento la traduzione dei poeti classici in lingua volgare comincia a imporsi come un fenomeno di vasta portata nel mercato editoriale italiano. Omero, Virgilio, Stazio, ma soprattutto l'enciclopedico e lascivo Ovidio vengono liberamente riscritti e adattati per il diletto di un pubblico medio, desideroso di ritrovare i poemi antichi nel metro dell'Orlando furioso. Se molte di queste traduzioni non riuscirono a sopravvivere ai mutamenti del gusto, alcune di esse entrarono stabilmente nel canone delle versioni poetiche italiane. È il caso delle Metamorfosi ovidiane riscritte in ottava rima attorno alla metà del secolo da Giovanni Andrea dell'Anguillara, poeta della cerchia farnesiana destinato a vita tormentata ed errabonda. Digressivo, artificioso, magniloquente, l'Ovidio dell'Anguillara (cui è dedicato in gran parte questo volume) otterrà per almeno due secoli un incontrastato successo presso letterati, pittori e musicisti, da Marino a Tiepolo.

TOP ^

1. Quaderno di italianistica 2010

Luca Milite su Galeazzo di Tarsia - Franco Minonzio sulle Historiae di Paolo Giovio - Massimo Malinverni su Leopardi e la poesia del Cinquecento - Matteo Pedroni sugli Ossi di seppia di Eugenio Montale - Antonella Sbuelz su Giovanna Zangrandi - Niccolò Scaffai su Gli strumenti umani di Vittorio Sereni.

TOP ^


Cerca:
 in questo sito:
   
   
   
 Rechercher

 


Anthropole - CH-1015 Lausanne  - Svizzera  -  Telefono +41 21 692 29 13  -  Fax  +41 21 692 29 35